09 luglio 2005

WeAreNotAfraid

Com'è difficile scrivere in questi momenti. Cerchi di essere lucido, non troppo banale, né sdolcinato, rispettoso ma coerente con le tue idee, comprensivo, cattivo, obiettivo, arrabbiato. Le mie parole che poco davvero serviranno vogliono essere innanzitutto di sincera solidarietà alla gente londinese, in questo momento cittadini del mondo. Il terrorismo islamico si è ormai
contraddistinto nel colpire obiettivi non politici, ma semplici cittadini innocenti, cercando il massacro, più che un vero obiettivo politico. Personalmente sono già contento che il numero delle vittime sia rimasto così contenuto. Non ho mai visto un Blair così serio e affranto, la sua rabbia deve essere tanta, colpito nel cuore della propria capitale da un attacco vigliacco che non ha volto. Il pensiero va da solo all'11 settembre, data che ha segnato una svolta nella storia mondiale, e subito si cerca, come allora, il mandante. E subito si hanno riscontri che possa essere Al Qaeda, lo spettro ritorna, la paura anche. Il buon esempio però ce l'hanno subito fornito gli stessi londinesi, che hanno mantenuto un comportamento encomiabile, che non ha di certo dato soddisfazione ai carnfeici che barbaramente assistono davanti allo schermo alla riuscita della loro opera. "Grace under Fire", contegno anche sotto fuoco nemico, non farsi prendere dalla paura, dal terrore, ma neanche essere apatici, passivi. E' questo il messaggio che dobbiamo raccogliere, placare la rabbia che vuole annebbiare le decisione, respirare, contare fino a dieci, decidere una strategia forte, decisa, globale, giusta che colpisca ed elimini la piaga del nostro secolo. Non dobbiamo vedere solo nero o bianco, ridurre tutto a scontro fra male e bene, non dobbiamo terrorizzarci. L'invito è anche e sopratutto a certa stampa, che ha capito poco o nulla della situazione e che istiga alla semplice violenza. Se non fosse chiaro parlo di Vittorio Feltri che, dimostrando
di essere l'estremista che ho sempre pensato, ha capito poco o nulla ancora una volta, e si è limitato a inviti all'odio razziale verso l'Islam. Non è così che deve andare a finire. La stragrande maggioranza dell'Islam è con noi, dobbiamo capirlo. Chiudersi a riccio e fare di tutta l'erba un fascio porterebbe ad uno scontro catastrofico. Se davvero vogliamo portare gli ideali di democrazia e civiltà nel resto del mondo, dobbiamo osservarli anche in periodo di guerra, anche se con un nemico oscuro che come un germe si annida nei nostri stessi paesi. Vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni. Vi segnalo un sito molto bello nato dopo il 7 luglio.
www.werenotafraid.com


Francesco

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