03 luglio 2005

25AnniDopo:Live8

Live Aid, Live 8. Sono passati 25 anni, ma la voglia di cambiare il mondo, a Bob Geldof, non è certo passata di mente. E per farlo ha messo su il più grande concerto della storia della musica, coinvolte 10 città, un pubblico potenziale di 4 miliardi di persone, il mondo in ascolto. E' andato tutto liscio, nessun problema, ora però bisogna tirare le somme. Non è stato il concerto più bello della storia. Scenografie approssimative, performance nella norma, alcune al limite della sufficienza, soprattutto in Italia, le aspettative di un intero pubblico in parte deluse. Troppo poco il tempo per organizzarlo, i cantanti vengono a fare atto di presenza, alcuni sono stanchi, sono arrivati di corsa da un paese a 1000 km di distanza, ci sono ma manca la passione. Non per tutti è così. In Inghilterra il concerto è stato davvero da ricordare, 200.000 anime che hanno assistito a un concerto irripetibile, pieno di grandi artisti, e l’hanno fatto col cuore, dimostrando di essere un pubblico maturo. Grottesco invece a Philadelphia, dove il palco era oscurato, a parte per 5 o 6 mila fortunati, da un monumento enorme, delegando ai maxischermi il compito di intrattenere la gente. L’Italia è stato uno dei palchi peggiori, poca gente, poco, quasi nullo l’entusiasmo, si è assistito ad una serata diversa, nulla più, non la si è capita. Raitre ha contribuito facendo fare la peggiore uscita della storia al povero Floris, che il meglio l’ha dato, indovinate un po’, intervistando gli economisti, facendo quindi il suo mestiere. Su mtv l’avrebbero visto molta gente in meno, ma sarebbe stato organizzato decisamente meglio. Il concerto ha avuto comunque dei risultati positivi, e importanti, se n’è parlato, quello contava.
Si è parlato dei temi principali, i più importanti della storia del mondo, lo sviluppo sostenibile del continente Africa. “we don’t want your money, we want your voice”. Già questa frase rende chiaro quanto il cuore
della manifestazione, Bob Geldof, sia pulito e onesto. Non vogliamo i vostri soldi, non ci interessano, non ci servono, ma abbiamo un disperato bisogno della vostra voce. Nella vita questo conta. Farsi sentire. Gli otto grandi tra poco si riuniranno, e abbiamo bisogno che quando entrino in quella stanza, tutti e otto vibrino, tremino, per la responsabilità che hanno sulle spalle e che il mondo intero, riunendosi, gli ha reso ancora più pesante. Qual è la ricetta di Geldof? Cancellare il debito prima di tutto. Le nazioni più in crisi hanno debiti esorbitanti con i paesi ricchi, irrecuperabili, insostenibili, che schiacciano la loro economia. E in secondo
luogo lasciare che ce la facciano da soli. Eliminare la vendita delle culture in eccesso delle aziende agricole americane, che entrando nel mercato africano e lo distruggono perché vengono venute ad un prezzo irrisorio rispetto a quello locale. Se questi due importanti passi verranno compiuti, il continente Africa riuscirà ad avere quel respiro che le serve per ricominciare. In seguito si parlerà di del resto. Inutile riempire la manifestazione di richieste impossibili e di idealismo, partiamo da due obiettivi, concreti, possibili e convinciamo gli otto grandi a farne realtà.Cominciamo da qui Bob.

Francesco


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