15 giugno 2005

PisanuOrdina:"ChiudiamoLeFrontiere!"

Nessuno può farsi giustizia da sé. Nemmeno il più atroce dei delitti può giustificare
reazioni razziste o xenofobe nei confronti degli immigrati". Il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, interpellato dall'Ansa, torna sulla vicenda di Varese. "Già ieri l'avevo detto con chiarezza, ma evidentemente non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire". "Dati alla mano, insisto nel dire che l' immigrazione clandestina è un grave, crescente pericolo per la sicurezza e l'ordine pubblico nel nostro Paese e che pertanto deve essere contrastata e controllata efficacemente nel rispetto delle leggi e convenzioni internazionali", ha detto il ministro dell'Interno."Continuo a sperare che il Parlamento mi chiami a riferire dettagliatamente sull' immigrazione, anche in vista, se lo riterrà opportuno, di sue specifiche decisioni di indirizzo", ha detto Pisanu.Di fronte a una minaccia "grave" come quella dell'immigrazione clandestina "si comporta da irresponsabile chi propone di aprire indiscriminatamente le frontiere e nello stesso tempo di chiudere i centri di permanenza temporanea", ha affermato il ministro dell'Interno.In un momento, circa 10 anni direi, come questo il ministro punta alla critica diretta verso il comportamento degli immigrati, scegliendo di non agire. Forse agire è una manovra troppo difficile, nessuno dice di chiudere i centri di accoglienza ma dato che la situazione sta diventando invivibile, si deve reagire e la politica in primis dovrebbe farlo. Un vero politico sabreppe cosa fare di fronte a questo grande problema. Personalmente non saprei se sarebbe corretto, ma inizierei a chiudere le frontiere d'accesso. Siamo in troppi, l'Italia è un paese piccolo e non può sopportate altri problemi. Le persone hanno paura di questa situazione, pure io ho paura ad uscire nei vicoli in giorni feriali. Rischi oltremodo di essere derubato senza contare il pestaggio e il linciaggio. Ci tengo a sottolineare che non sono ne xenofobo ne razzista. Mi ritengo una persona schierata a sinistra, ma penso che in questo caso il pensiero politico non conti. Si tratta di analizzare il contesto sociologico per pervenire ad un risultato scontato : la gente ha paura. Non si può vivere in una democrazia dove la gente ha paura di uscire, di essere picchiata e derubata. Proprio perchè anche gli italiani ci pensano gia da un pezzo ad effettuare azioni di brigantaggio, penso che la situazione sia arrivata ad un limite, oltre i quale potrebbe avvenire una forma
di contestazione non adeguata al tempo. L'integrazione è difficile, basti guardare la storia d'America, il conflitto tra bianchi e neri degli anni 60 ed ancora oggi... non portiamo anche l'Italia a questa situazione, cerchiamo di essere razionali. Cerchiamo soprattutto di non pensare al voto (vedi Lega Nord) come alibi ad una lotta raziale. Chi è in Italia e paga le tasse, rimane e per conto mio è un cittadino Italiano, chi non contribuisce in nessun modo, torni al suo paese a raccontare che L'Italia è razzista o che il capitalismo è in
scatafascio...

Valerio

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