09 giugno 2005

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1° QUESITO: RICERCA SULLE CELLULE STAMINALI

Il quesito: chiede di eliminare i limiti di ricerca sulle cellule staminali.

La legge vigente
: vieta di utilizzare cellule staminali, prelevate da embrioni non utilizzati, per effettuare ricerche scientifiche.

Se vincono i sì: si potranno effettuare ricerche scientifiche sulle cellule embrionali che permetterebbero di trovare una cura a malattie come l'Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi laterale amiotrofica, il diabete, la fibrosi cistica, le cardiopatie e vari tipi di tumore.

Se vincono i no
: la legge rimane com'è attualmente.

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2° QUESITO: LIBERTÀ TERAPEUTICA


Il quesito: chiede di eliminare il limite dei tre ovociti fecondati e l'obbligo di impiantarli tutti insieme, anche se malati; revoca il divieto di congelamento degli embrioni; elimina il divieto per la donna di revocare il consenso all'impianto.

La legge vigente
: obbliga la donna a non produrre più di 3 ovociti per ogni ciclo di cura e a impiantarli tutti insieme una volta fecondati. In caso di insuccesso del trattamento, la donna deve sottoporsi a un
nuovo ciclo. La legge vigente vieta, inoltre, alle coppie portatrici di malattie genetiche e infettive di esaminare l'embrione prima del suo trasferimento nell'utero.

Se vincono i sì
: viene eliminato il limite della creazione di massimo 3 embrioni dagli ovociti fecondati. Viene abolito, inoltre, l'obbligo di impiantare contemporaneamente gli embrioni che, così, possono essere congelati e utilizzati per un impianto successivo o anche per la ricerca.

Se vincono i no:
la legge rimane com'è attualmente.

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3° QUESITO: DIRITTI DEL CONCEPITO

Il quesito: chiede di eliminare l'articolo 1 della legge, con il quale sono messi sullo stesso piano i diritti della donna e quelli del concepito.

La legge vigente
: eguaglia i diritti del concepito (inteso come ovocita fecondato non ancora impiantato nell'utero) con quelli della madre eliminando, la possibilità di congelare gli embrioni, di effettuare ricerche scientifiche o diagnosi pre-impianto su di essi. Tutti gli embrioni, quindi, devono essere impiantati e solo successivamente, in caso di malformazioni o gravidanze plurigemellari a rischio, è consentito l'aborto terapeutico.

Se vincono i sì
: si potranno produrre e congelare più di 3 embrioni per ogni ciclo di cura e li si potrà analizzare e selezionare prima del trasferimento nell'utero.

Se vincono i no
: la legge rimane com'è attualmente.

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4° QUESITO: FECONDAZIONE ETEROLOGA


Il quesito: chiede l'abolizione del divieto alla fecondazione eterologa.

La legge vigente
: consente la fecondazione assistita solo con seme e ovuli della coppia che vuole avere un bambino.

Se vincono i sì
: sarà possibile effettuare la fecondazione assistita anche utilizzando gameti di donatori esterni alla coppia, dando la possibilità di concepire anche a quelle coppie in cui uno o entrambi i partner sono completamente sterili.

Se vincono i no
: la legge rimane com'è attualmente.

QUANDO E COME SI VOTA
Le operazioni di voto si svolgeranno:

Domenica
12 giugno 2005, dalle ore 8 alle ore 22


Lunedì
13 giugno 2005, dalle ore 7 alle ore 15

L'elettore, per votare, deve esibire la tessera elettorale e un documento di riconoscimento al presidente del seggio presso il quale è chiamato al voto. L'ubicazione del proprio seggio è indicata sulla tessera elettorale. L'elettore
riceverà da un componente del seggio quattro schede di diverso colore:
celeste per il primo quesito referendario, arancione per il secondo, grigio per il terzo e rosa
per il quarto.

Il voto
SI tracciato sulla scheda indica la volontà di abrogare la normativa richiamata dal quesito.Il voto NO tracciato sulla scheda indica la volontà di mantenere la vigente normativa richiamata dal quesito.Il referendum risulterà valido se, al termine delle operazioni, avrà votato almeno il 50%+1 degli aventi diritto.

Noi voteremo:

SI al 1° quesito: Per consentire nuove cure

La legge attualmente vieta ai ricercatori di utilizzare cellule staminali prelevate da embrioni non utilizzati. Le cellule staminali sono cellule che, debitamente orientate, sono capaci di moltiplicarsi, consentendo la cura di una serie di organi vitali. La legge permette di effettuare ricerche su cellule staminali adulte, ma non su quelle embrionali, con un evidente contraddizione di fondo. Tutti i paesi occidentali fanno ricerca su queste cellule,con questa legge si rimane indietro. Per non parlare poi del fatto che la legge consente ai ricercatori di effettuare i test su cellule staminali provenienti dall’estero, quindi comprate.

La ricerca sulle staminali è fondamentale per combattere malattie come il cancro, la sclerosi, l´Alzheimer, il Parkinson, il diabete e molte altre ancora.

Si tratta di problemi che, solo in Italia, investono circa 12 milioni di persone a cui la legge 40 , così com´è, sottrae una speranza fondata di guarigione.

Si al 2° quesito: Per la tutela della salute della donna

Questo quesito è quello che più investe la salute della donna. La donna che, per mettere al mondo un figlio, è costretta a ricorrere alla fecondazione assistita è chiamata ad affrontare un percorso impegnativo, sul piano fisico e psicologico. Attualmente, la legge 40 lo complica ulteriormente.

Prima di tutto, non consente il congelamento degli embrioni e obbliga la fecondazione di un numero massimo di tre ovuli alla volta. Questo obbliga la donna, in caso di insuccesso del trattamento, a sottoporsi a più cicli di cura, con possibili danni per la sua salute. Tutto questo per una coppia povera, perché basta varcare il confine per fare una cura completa. La legge lo consente. Insomma se avete i soldi, vi meritate di fare i figli.

Inoltre, non permette alle coppie portatrici di malattie genetiche e infettive la cosiddetta "analisi preimpianto", cioè un esame dell´embrione prima del suo trasferimento nell´utero della donna. Si espone così la donna a un doppio trauma: la possibilità di impiantare un embrione malato e la conseguente probabilità di dover ricorrere a un aborto terapeutico. Un ulteriore contraddizione della legge, perché l’analisi pre-nascita è consentita dalla famosa legge 194. ma con la fecondazione assistita, non siamo sempre di fronte ad un concepimento? Perché li si e qui no?!?

Infine, la legge impedisce alla donna di cambiare idea, poiché impone il trasferimento dell´ovulo fecondato anche in assenza di un suo rinnovato consenso.

SI al 3° quesito: Per l'autodeterminazione e la libertà di scelta

La norma attuale assicura al "concepito" gli stessi diritti della madre e di ogni persona nata. Per concepito si intende già l´ovulo fecondato, ancor prima che si formi l´embrione. È la prima volta al mondo che questo avviene per legge.

Stabilire che un ovulo fecondato ha gli stessi dritti di una persona nata è un´ affermazione etica e di parte, che però rischia di avere conseguenze pratiche assai rilevanti. Se questa affermazione fosse valida, ad esempio, si rischierebbe di mettere in discussione radicalmente la legge 194 sull´interruzione volontaria di gravidanza, legge che ha prodotto l´esito positivo della riduzione degli aborti in Italia.
La scienza medica ha sempre delineato il confine tra vita e morte con la cessazione dell’attività celebrale della persona. L’attività celebrale in un embrione non esiste, ricordate sempre che stiamo parlando di vita potenziale, esattamente come uno spermatozoo.

Si al 4° quesito: Per la fecondazione eterologa

La fecondazione eterologa è una pratica a cui si ricorre solo in casi di grave sterilità.

Si tratta di una tecnica che consente la fecondazione assistita anche utilizzando gameti di donatori esterni alla coppia. La legge attualmente la vieta categoricamente. Ma impedire a una coppia di ricorrere a un donatore esterno può produrre solo due effetti: vietare per sempre alla donna di quella coppia di partorire o costringerla, se la coppia può permetterselo economicamente, a recarsi in uno dei paesi dove la fecondazione eterologa è consentita.

La retorica dell’astensionismo di Valerio:

Il cardinale Ruini dice oggi che astenersi dal voto ai prossimi referendum sulla procreazione assistita, secondo l’indicazione della Cei, non è una forma di disimpegno. Sarà. A me pare invece, sostanzialmente, un modo di rifiutare il confronto», sostiene il senatore Ds Lanfranco Turci, tesoriere del Comitato promotore dei referendum sulla procreazione assistita.

«Chi predica l’astensione, in realtà vuole evitare di misurarsi con un’opinione pubblica che chiede una legge migliore di quella attuale. Per dirla in una parola, a me sembra una vera e propria furbata. E le furbate restano tali anche se vengono proposte dal cardinale Ruini. La vittoria del Sì non peggiorerà, come sostiene Ruini, la legge in vigore, ma permetterà di eliminare le norme più ingiuste, inumane e irrazionali come quelle che limitano il diritto alla libertà di ricerca scientifica e negano il diritto di avere un figlio sano. Né, tantomeno, aprirà la porta al Far West normativo. Se vinceranno i Sì, infatti, avremo comunque una legge immediatamente applicabile, ma una legge migliore».Ho cercato di rendere il tutto, il più comprensibile possibile, anche se, vi sarebbero molte cose da approfondire. Leggendo e rileggendo ciò che ho scritto, mi accorgo che non basterebbe ne un blog, ne un giornale intero per dedicarsi a questo difficile argomento.Il dibattito riguardante l’opportunità o meno di andare a votare per l’abrogazione di alcune parti della Legge 40 soffre di due gravi limitazioni. Da un lato, la mancanza di una seria cultura scientifica nel nostro Paese (colpa, ma non solo, di programmi scolastici che definire antiquati è un puro eufemismo) condiziona e limita il giudizio critico della maggior parte dei potenziali elettori: quanti - mi chiedo - hanno ben compreso gli aspetti biologici ed etici connessi alle tecniche di fecondazione assistita? Dall’altro, si profila il rischio che certe forzature politico-ideologiche che caratterizzano entrambi gli schieramenti finiscano per nauseare gli incerti (e, credetemi, sono la gran parte) inducendoli a non andare comunque a votare, con il risultato di far fallire l’ennesima iniziativa referendaria per il mancato raggiungimento del quorum. Io sono convinto che andare a votare sia importante, anche se il tema referendario sembra interessare un numero limitato di casi concreti - ed ecco in parte spiegata l’indifferenza di molti. Ma su che cosa saremo chiamati a decidere? Il punto cruciale è ancora una volta la definizione dello status biologico e giuridico dell’embrione, o meglio del pre-embrione. Su tale questione i medici, i bioetici e i politici si dividono al di là del credo religioso. Nessuno, in effetti, può dire che uno zigote sia equivalente a un essere umano già nato, così come nessuno potrà sostenere che quello stesso zigote non contenga il progetto genetico che lo farà diventare una persona. Ma allora, che cos’è che distingue una persona, quindi un soggetto titolare di diritti individuali inalienabili, da un ammasso di cellule ancora indifferenziate? Il discrimine potrebbe essere rappresentato dal sistema nervoso centrale. Fino a quando questa struttura non si definisce in maniera chiara nell’embrione avanzato, potremmo dire che il soggetto biologico in divenire non è ancora connotabile come persona. Il dibattito è aperto. Nel frattempo, andiamo a votare per dare un messaggio diverso a chi ci governa rispetto a quello suggerito dai fautori del menefreghismo.

Quanti dubbi. di Francesco:

Sono tanti ve lo dico subito. A partire dal referendum abrogativo, che cancella ma non riscrive, e quindi lascia nella legge dei buchi da colmare. Tanti dubbi sulla fecondazione eterologa e sul Far West che molti dicono che potrebbe succedere. Ma anche una certezza. La vita non la riscontro in un embrione, sia in termini scientifici che etici. La vita comincia necessariamente nell'utero della madre, dopo un dato termine prescritto dalla legge n.194. Per i bambini nati in provetta deve valere lo stesso criterio. La posizione del Comitato "scienza e vita" è basato su idee retrograde, ideologiche, bigotte, ed io non posso accettare che una legge sia costruita sopra questi propositi. Ho paura nel pensare che un giorno un bambino nato con la fecondazione eterologa possa scoprire di avere un totale di 7 genitori. Ma ho anche fiducia nella giustizia e nella scienza e sono fermamente convinto che questo non accadrà. Sono ancora più convinto che questa legge medievale vada cambiata proprio per le parole pronunciate da Pera ieri. Ricordo che Pera rappresenta la seconda carica istituzionale di uno stato laico. Dicendo che le posizioni tra chiesa e stato andrebbero riviste e tornare come nel 1600 mi ha fatto venire i brividi. E mi ha fatto capire che non c'è nulla di scientifico nè nella legge, nè nel fronte astensionista. Non pensano alla donna, non pensano alla ricerca, non pensano alla vita. Ma stanno solo cercando di farci tornare indietro, provano a toglierci le libertà conquistate con anni di lotta, di inculcarci la dottrina come dogma. Ho paura, come ce l'ha Fassino, che il prossimo passo possa essere la legge n. 194 sull'aborto. Per non permettere che questo accada, per non tornare nel medioevo, per far si che la religione smetta una volta per tutte di fare politica, voterò 4 si.



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