30 maggio 2005

QuantaFranciaNonE'inEuropa

La Francia ha detto no alla Costituzione europea: secondo i dati definitivi del ministero dell'Interno ha votato "no" il 54,87% dei francesi (compresi i
cittadini dei territori d'oltremare), hanno votato "sì" il 45,13% dei votanti.


Gli astenuti sono il 30,24% degli aventi diritto, le schede bianche e nulle
715.345 (il 2,54% dei voti espressi, il dato si riferisce tuttavia al 97% dei
voti scrutinati).

Il fronte del 'no' ha festeggiato in strada la sua vittoria. Tremila persone si
sono date appuntamento sotto una pioggia battente a piazza della Bastiglia, dove si è brindato con champagne e sono state distribuite rose rosse. Molti i tricolori, ma anche le bandiere del movimento no-global 'Attac' e dell'estrema sinistra. Alcuni ragazzi tedeschi hanno issato uno striscione sulla grata che
circonda la colonna della Bastiglia, con scritto 'Danke France', grazie Francia.


Il risultato sta già provocando un terremoto politico in Francia. Il presidente
della Repubblica Jacques Chirac ha confermato che "nei prossimi giorni darà un
nuovo e forte impulso" all' azione del governo nazionale. Una risposta - ha
detto il capo dello stato nel messaggio televisivo di ieri sera - alle
preoccupazioni" emerse nella campagna referendaria. Chirac riconosce la
"decisione sovrana", espressa con il referendum, ma precisa che la Francia
"resta naturalmente nell'Unione europea" e che "continuerà a svolgere il suo
ruolo nel rispetto dei suoi impegni".


Tuttavia "la vittoria del no, ha detto Chirac, ha creato inevitabilmente una
situazione difficile per la difesa dei nostri interessi in Europa".

Nicolas Sarkozy - segretario del partito di maggioranza (Ump) e più probabile candidato
alternativo al presidente Jacques Chirac alle elezioni del 2007 - dopo aver
condotto una campagna in favore del 'sì' molto defilata, è intervenuto ieri in
televisione per chiedere una "svolta" nella politica di governo. Un messaggio
chiaro in direzione del premier Jean-Pierre Raffarin, che già prima della
consultazione veniva considerato destinato alle dimissioni. Ma anche una freccia
scoccata in direzione di Chirac.


Penso che sia stato un no dettato dalle condizioni economiche che vigono, come in Francia, nel resto
dell’Europa neoliberista, l’ introduzione della moneta unica ha portato
svantaggi anche ai nostri cugini…che malgrado abbiano un primo ministro più
efficace del nostro, si sono trovati racchiusi nella morsa del rialzo da parte
di chi fornisce i beni normali e inferiori.



Insomma, una mazzata politica alla neonata costituzione europea…che forse ben pochi conoscono o, una
reazione alla situazione economico-sociale provocata dalla lenta decadenza del
capitalismo (lenta perché riferita al passare del tempo da noi percepito,
ultraveloce perché nella storia sarà solo questione di decenni)


Valerio

E'Ufficiale:SiDiventaCiechi PensarMaleE'PeccatoMa... DuroInterventoDiMontezemolo UnAttoPatriottico QuandoL’UnioneSiDisunisce Iofumodasolo stasera si posta

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