23 maggio 2005

Iofumodasolo

Sentimento di noia esistenziale, d'inquietudine e di malinconia che trovò espressione poetica nel romanticismo inglese e francese; questo è il significato dello Spleen.
E' difficile isolare un'argomentazione lineare sul disagio del poeta che si confronta con la massa anonima ed indifferente del suo pubblico, con la folla tumultuosa guidata dagli stimoli dell'utile e del consumo. L’Albatros è Il simbolo che meglio caratterizza l'immagine del poeta incapace di farsi accettare nel mondo, svilito e sbeffeggiato, vilipeso e condannato, vittima della sua stessa grandezza: volendo arrivare ad una conclusione riflessiva, vorrei sapere cosa ne pensate di una ipotetica figura del poeta qui descritto, come allegoria dell’individuo inserito nel contesto della società attuale. Insomma, basta sentirsi alienati rispetto alla propria personalità per diventare artista?
grazie. valerio

1 Comments:

Blogger Rich said...

...Non è il luogo adatto per dirlo..o forse si..ma mi sto incasinando con la registarzione.
Se sono registrato e questo messaggio verrà pubblicato bhè lo utilizzerò essenzialmente per fare i complimenti alla grafica del sito e alla sua indubbia sostanza.
Ora veniamo al dunque....

Spleen...quale termine migliore di questo può esemplificare il prondo disagio dell'essere vissuto dall'artista ottocentesco? Nessuno.
Perchè è proprio con lo Spleen boudleriano che la profonda angoscia esistenziale, di chi si sente un goffo uccello che pateticamente si muove tra le apatiche strade della borghesia, prende forma. Ed è proprio dallo Spleen che la melanconia e la tristezza lentamente sfociano nella disperazione generata dalla continua alienazione dell'individuo e delle sue espressioni artistiche. Ma proprio qui si genera un quesito dalla risposta non ovvia....Artista=Alienazione? Bhè a mio avviso no. Ed è un no forte, convinto. Certo dalla alienazione può derivare instabile fermentazione dell'animo del poeta che con una forza travolgente, al punto di essere autodistruttiva, esplode in mille fremmenti di lucidità e follia dai quali nasce inevitabilmente l'arte o per lo meno un'espressione sicuramente artiscica che, senza troppe velleità, protegge e distrugge il poeta che si libera dalla massificazione per librarsi alto nei cieli.

2:11 PM  

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